Abbazia e luoghi di culto

La Chiesa Reale Abbazia di San Filippo d’Agira

Facciata Abbazia di San FilippoParlare dei luoghi di culto dedicati a San Filippo significa soffermarsi necessariamente sulla Reale Abbazia a lui dedicata ed edificata sul suo stesso sepolcro. Il Santo, infatti, avrebbe chiesto a Belisario, un notabile del luogo, di costruire per lui e per Eusebio, suo compagno, un sepolcro su cui venne in seguito edificato il tempio. La chiesa, che vanta una così lontana origine, è stata nel corso dei secoli oggetto di numerosi rifacimenti ed ampliamenti ed ha avuto annesso un monastero basiliano fino al dominio arabo, benedettino dal periodo normanno fino alla seconda metà del ‘600. L’Abbazia di San Filippo oggi si presenta come un tempio maestoso con un facciata di recente costruzione ma con struttura ed interni settecenteschi ed alcuni elementi architettonici d’epoca precedente. La facciata, realizzata tra il 1916 ed il 1928, sostituisce quella settecentesca crollata nel 1911 e presenta delle forme piuttosto lineari. Essa è decorata da una grande nicchia centrale, che contiene una statua raffigurante San Filippo che sconfigge il demonio, e sovrasta sei nicchie più piccole contenenti le statue dei santi titolari delle altre sei parrocchie di Agira. Sulle porte laterali si trovano, invece, due medaglioni raffiguranti Sant’Eusebio e San Filippo Diacono, mentre il medaglione che sovrasta la porta centrale reca l’immagine di Santa Maria Latina di Gerusalemme. L’interno della chiesa è quello della ricostruzione della fine del ‘700, restaurato negli anni ’60. Presenta tre navate divise da colonne rivestite di marmo, libeccio, verde e rosso. La navata centrale è sovrastata da una volta a botte elegantemente decorata in stile impero. Nel presbiterio è possibile ammirare un coro ligneo finemente intagliato, opera dell’artista palermitano Nicolò Bagnasco, realizzato tra il 1818 ed il 1822. Sugli schienali dei venticinque stalli sono raffigurati episodi delle vita di San Filippo, alcuni miracoli da lui operati sia durante la vita terrena sia dopo la sua morte e il ricordo del culto tributatogli dal popolo di Agira. Sopra l’altare è un bellissimo crocifisso ligneo del XVII sec., opera di frate Umile Pintorno da Petralia, qui collocato negli anni ‘60 dopo la chiusura della chiesa di Santa Maria di Gesù. Nella navata destra, dopo la sacrestia, si trovava la cappella delle reliquie, ora cappella del SS. Sacramento. Chiusa da un cancello in ferro battuto del XVI sec., era conservata in questa cappella un’urna argentea del ‘600 che contiene le reliquie di San Filippo, Sant’Eusebio, San Filippo Diacono e San Luca Casali. Nella stessa navata si trova l’altare dedicato a San Filippo, ricostruito nel 1998, dove adesso si trova esposta la sua Sacra urna d’argento. Nella nicchia si trova una statua in terracotta, molto probabilmente risalente al XVI sec., raffigurante il Santo e restaurata nel 1998. È dinanzi a questo altare che gli agirini pregano per chiedere l’intercessione del Santo e per ringraziarlo dopo aver ricevuto la grazia. Dalla navata sinistra si accede attraverso un cancello ed una scala alla cripta, detta cateva dove furono ritrovate le reliquie di San Filippo nel 1599 e dove oggi è possibile ammirare una nicchia decorata con un rilievo marmoreo raffigurante il Santo, attribuito alla scuola del Gagini. Posta sotto la nicchia è una scultura in marmo del XVI sec. raffigurante San Filippo in abiti sacerdotali disteso nel sepolcro. Molti sono i quadri che ornano l’abbazia, conferendole notevole splendore e maestosità. Degni di particolare menzione sono tre pannelli facenti parte di un polittico del XV sec. Nei tre pannelli sono raffigurati la Madonna con il Bambino, San Benedetto e San Calogero. Molti sono stati nel corso dei secoli anche i privilegi concessi all’Abbazia di San Filippo, dei quali un tabulario costituito da pergamene di notevole valore storico, databili tra il’XI e il XVI sec., in gran parte inedite, è molto preziose. Tra i privilegi va ricordato il possesso da parte dei priori dell’Abbazia della navata sinistra della chiesa del SS. Salvatore, dedicata a San Filippo Diacono. Ciò ha permesso che venissero conservati presso la chiesa del SS. Salvatore una mitra e un pastorale appartenuti ad un abate dell’Abbazia di Santa Maria Latina e che la tradizione indica addirittura come possesso di San Luca Casali e l’urna di velluto rosso contenente le reliquie della Terra Santa. Va ricordato, infine, che questo stretto legame tra le due chiese permette che il reliquario storico a forma di avambraccio, con cui durante la processione in onore di San Filippo viene trasportata una reliquia del Santo, vanga conservato nella chiesa del SS. Salvatore, mentre i nuovi reliquiari composti con la testa e le mani della statua seicentesca, rubata nel 1986, sono conservati all’Abbazia.

Altri luoghi di culto legati al Santo

Assai stretto è il legame che lega la storia di Agira a quella del suo Santo patrono e protettore tanto che per diversi secoli lo stesso paese è stato denominato San Filippo d’Agira o d’Argirò ed ha mantenuto tale nome fino ad alcuni decenni fa nella tradizione popolare. Ancora oggi diversi sono i luoghi la cui storia,  che è spesso leggenda popolare, è strettamente legata a San Filippo, alle sue gesta eroiche e ai miracoli da lui operati durante la sua vita terrena e dopo la sua morte. Tali luoghi, meta di una profonda devozione popolare, sono disseminati su tutto il territorio cittadino.

1. Grotta di San Filippo

223725_2123531540343_7107501_nIl primo luogo degno di menzione è la grotta che viene indicata come l’abitazione del Santo dal momento in cui giunge ad Agira fino alla sua morte. In questa grotta il popolo immagina che si siano svolte tra  San Filippo ed il diavolo alcune delle lotte che seguono sempre una scommessa o un patto di non belligeranza stipulato dai due. La grotta, sita in via Grotte, è un antro naturale a cui si accede da una porta di recente costruzione e si presenta nella parte iniziale piuttosto stretta e con ai lati delle tombe, dove la tradizione popolare individua i giacigli su cui erano soliti riposare Filippo ed il compagno Eusebio. Sul fondo, invece, la grotta si allarga e sulla parete è appoggiato un altare in legno dipinto. Sulla parete destra è possibile intravedere dei resti di un affresco che, secondo la tradizione, rappresenta San Filippo e sotto il quale vengono posti dei ceri accesi. Qui il culto trova una delle espressioni più caratteristiche perché i devoti e soprattutto le devote del santo si riuniscono ogni anno per sette mercoledì  consecutivi tra aprile e maggio per celebrare i mercoledì di San Filippo in preparazione alla festa del 12 maggio.

  2. Chiesetta del Castello, “San Pietro in Vincoli”

Chiesa San Pietro in vincoli Se la grotta è stato il luogo di abitazione del Santo, la zona più alta del paese, dove si trovano i ruderi del castello, è stata anche sede di alcune gesta del santo e di alcune scommesse con il diavolo. Sulla sommità del paese, secondo la tradizione ripresa  dalle due agiografie, si erano rifugiate e vivevano torme di diavoli che vessavano la popolazione di Agira. Filippo giungendo in tal luogo, dopo aver sostato nella grotta, compie la sua missione di presbitero e taumaturgo e vi edifica una chiesetta dedicata a San Pietro in vincoli.

3. Cappella in Via Roma “a petra ‘i San Fulippu”

La Pietra di San FilippoDal castello, secondo la tradizione popolare, sarebbe partito un grosso macigno fatto rotolare da San Filippo in seguito ad una scommessa con il demonio. Il Santo riesce ad avere la meglio sul demonio perché il suo sasso risulta essere non solo il più grosso ma anche quello che percorre il tratto di strada più lungo, visto che va a fermarsi più a valle lungo la discesa che, pur essendo denominata via Roma, è da tutti conosciuta come “a petra ‘i San Fulippu”. Sulla sommità di questa ripida strada si trova oggi una cappella edificata nel 1867 dagli zolfatari di Agira. Questi la fecero costruire e vi posero dentro, sotto l’altare su cui campeggia un dipinto raffigurante il Santo, un grosso masso estratto dalla miniera e qui collocato in segno di devozione e per porsi sotto la sua protezione.

4. Cappella alla villa “‘a tri puzzedda”

Agira-cappella-TripuzzeddaIl tema della scommessa tra San Filippo e il demonio è assente nelle leggende che riguardano un altro luogo, meta nei mesi tra aprile e maggio di pellegrinaggi quotidiani di anziane devote che la sera sono solite fare il viaggio, e dove il popolo di Agira si reca,  a volte, per sciogliere il voto fatto al Santo. Questo luogo è una cappella di recente costruzione che ne sostituisce un’altra più antica abbattuta nel 1972 durante i lavori di rifacimento di piazza Europa. La cappella viene denominata San Filippo ‘a tri puzzedda ed è stata edificata come raccontano i ben informati, da tre fanciulle che, cacciate di casa dalla madre troppo povera per dare loro la dote, erano giunte in questo luogo ed erano state aiutate da un vecchio, San Filippo, a trovare un tesoro nascosto. Un altro racconto, invece, attribuisce l’origine della cappella alla pietà popolare dopo che i palermitani avevano tentato di portare via il simulacro del Santo.

5. Fontana di Maimone, “funtana dei diavuli”

phoca_thumb_l_fontanaUna scommessa tra San Filippo e il demonio oltre che un miracolo riportato dalle due agiografie hanno come sede un altro luogo legato al culto del Santo che non è mai stato, comunque, meta di pellegrinaggi di devoti. Questo luogo, che non è altro che una fontana o, semplicemente, un abbeveratoio per animali, viene indicato con il nome di fontana di Maimone o Mammone, in contrada Orselluzzo, perché in una grotta adiacente si troverebbe un demonio così denominato e qui incatenato da San Filippo, ancora in attesa di essere liberato. Inoltre è in questo luogo che San Filippo riportò il vita un giovane di nome Giovanni che era morto affogato nella fonte per opera del demonio.

6. Rocca di Ciappazzi

Altro luogo legato alla figura di San Filippo ma che non ha mai costituito meta di pellegrinaggi e la rocca di Ciappazzi, nell’omonima contrada. Si tratta di un grosso macigno staccatosi dalle pendici del monte l’11 gennaio 1826 e precipitato sino alle sue falde. Del crollo erano stati avvertiti due pastorelli cui era apparso San Filippo, sotto le sembianze di un vecchietto, il quale salvò da morte sicura i componenti della famiglia Pistone la cui casa venne travolta e distrutta.

7. Cateva di San Filippo

575426_10200510535918388_806306253_n (2)Ultimo luogo dove il culto trova le sue radici e l’espressione più alta è la cateva (cripta) della chiesa di San Filippo. Questo è, infatti, il luogo di sepoltura del Santo ed è qui che si ritrovarono, durante lavori di ampliamento della chiesa, i suoi resti assieme a quelli di Sant’Eusebio, San Filippo Diacono e San Luca Casali da Nicosia. Qui il popolo di Agira scende  ogni volta che deve ringraziare il Santo per una grazia ricevuta o per pregarlo nei momenti di difficoltà. Nelle pareti della scala che porta alla cateva erano appesi, nel passato, numerosi ex-voto in argento e in cera, di cui oggi non resta, purtroppo, alcuna traccia. Al di sopra di questa cripta s’innalza l’Abbazia dove: l’11 Gennaio, nel mese di Maggio e nel mese di Agosto si tengono le celebrazioni in onore di San Filippo.

(Pina Daidone, “San Filippo D’Agira”)

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